sabato 26 novembre 2011

Esercitazioni ed esercizi


Ci sono le esercitazioni, quelle vere, in cui ogni operatore e magari ogni cittadino ripete procedure per verificarne efficienza e bontà di ogni meccanismo. Per prepararsi contro ogni calamità sono ritenute universalmente indispensabili. Giappone, USA, Olanda fanno scuola. 
In Italia, terra sismica, ne siamo colpevolmente in ritardo. Anche perchè, da noi, ci sono le parate, sorta di esercizi di scena, operazioni di dubbia utilità. 
Stamani, sulla Statale 18, all'inizio della rampa dello svincolo A3 di Scilla, uomini e mezzi di ogni corpo (persino un motoscafo della Guardia Costiera), si mostravano a se stessi, a giornali e tv e persino a una scolaresca, stupìta come può esserlo l'infanzia nell'assistere alla discesa da un elicottero di un operatore di soccorso.
E si mostravano ai tanti automobilisti, ignari dell'allerta tempestivamente data in rete e sui media, fermati loro malgrado come me a pochi metri da quell'imbocco, prima sorpresi per quell'ennesimo blocco stradale, preoccupati per una temuta nuova frana o un malaugurato incidente e poi invece rimasti "contrariati" per quell'operazione ritenuta dai tanti forse fuori luogo.
Sì, perchè l'esercitazione del personale tecnico - se ne discuteva lì - potrebbe forse esser fatta (forse meno pomposamente) anche altrove, in una zona tecnicamente interessante e senza condizionare la popolazione, come in quel punto così nevralgico per tutti noi; e di sabato mattina, oltretutto.
A che serve però discuterne, se offesi e interdetti per queste contestazioni qualunquiste essi stessi ti rispondono che all'estero si esercitano ogni mese? Ma si esercitano sul serio, vorresti incalzarli, o si esibiscono, anche e soprattutto per mostrare al mondo che ci sono, diligenti ed efficienti? 
Perchè, vedete, loro la loro bella esercitazione l'hanno fatta. Si sa mai che si metta a piovere...

martedì 15 novembre 2011

Isolati

Cinquanta minuti per attraversare Porelli, dalle 12,30 alle 13,20. Oggi, martedì, giorno di mercato, coi mezzi degli ambulanti che risalivano verso nord ( la strada verso Scilla rimarrà chiusa chissà per quanto tempo), i pullman di linea e le auto che si incrociavano nei già stretti tratti della statale, occupata da auto in sosta (anche in curva) su entrambi i lati. Follia collettiva. 
Tra i tanti tavoli tecnici, in uso anche qui ormai, un altro in più, magari. Oppure un bel convegno. Così, per mostrare che ce ne interessiamo.

mercoledì 26 ottobre 2011

Lì però è diverso


Solo poche settimane fa avevamo tirato in ballo le Cinque Terre come modello esemplare a cui fare riferimento per una auspicabile crescita economica (e non solo) della nostra Costa Viola. Oggi quella parte d'Italia paga un tributo, anzitutto in vite umane, per la sua conformazione geografica e per scelte urbanistiche e politiche (ce lo diranno domani gli esperti) poco oculate.
Lì però, vedrete, avranno modo subito di girarsi le maniche e di risollevarsi, per tornare a rendere quei paesi di nuovo piccoli gioielli. 
In queste circostanze a me tornano alla mente le storiche controversie sulle mancate ricostruzioni post-terremoti e\o varie calamità qui da noi, nel Sud. Continuiamo a leccarci ferite antiche. La gente e i vari governi locali continuano ad invocare e attendere fondi prebende e aiuti, spariti altrove.
E' una differenza sostanziale, tra noi e loro. 
E la prossima estate i frequentatori oggi tristi delle Cinque Terre vi torneranno entusiasti, mentre noi qui continueremo a piangerci addosso.

domenica 16 ottobre 2011

Ci meritiamo quello che abbiamo


Silvana Ruggiero interviene nella discussione che da qualche giorno stiamo provando a condurre con B. Sofia e Mimmo Lopresto. La ringrazio (GB)

Vorrei dire la mia su quanto asserito in questi giorni da Giuseppe, Benvenuto e Mimmo. 
Parto proprio con l’ultima frase dell’intervento di quest’ultimo: ...sicuramente arriveranno tempi migliori.
Se la si pronuncia con ottimismo, complimenti per riuscire ad essere ottimisti per Bagnara; se la si pronuncia come una speranza, diviene allora un disperato appello al proprio auto convincimento, secondo il quale, nonostante tutto, io voglio, spero, credo, devo…
Sappiamo tutti che a Bagnara non mancano personalità di spicco, capacità, professionisti, potenziali sociali e politici. Non è però la carenza di menti in grado di pensare e di governare il problema di Bagnara. Paradossalmente il problema sta nel potere del suffragio universale, il diritto assoluto di ogni cittadino che gode di diritti civili e politici. Proprio questo potere-diritto, non regalato, non comprato, ma datoci per naturale forza di legge, anziché essere la cartina al tornasole della società, una sorta di piano regolatore per chi ci debba amministrare, diviene invece il problema numero uno di Bagnara, il Caino delle nostre aspettative, delle nostre speranze, del nostro futuro. Chi sta alla maggioranza e chi sta all’opposizione non sono “abusivi”, hanno diritto a stare lì perché il diritto al voto della gente ha dato loro mandato a stare esattamente dove si trovano.
Io francamente sono annoiata di sentire sindacare sulle persone, sui gruppi, sui partiti… Il problema sta a monte non a valle. Non possiamo lamentarci perché non passa un mal di testa se non abbiamo preso degli antidolorifici e non possiamo pensare di fermare l’acqua che scorre, dallo scarico e non dal rubinetto. Non possiamo celare dietro mugugni, critiche, malumori e rivendicazioni, quella  grande responsabilità civica di chi - esercitando il suo diritto al voto-  ha ridotto in prossimità dello zero la speranza di cambiamento e di crescita.


Caro Giuseppe, ti sorprendi che non si fa alcun accenno alla chiusura dell’Ospedale di Scilla. Non c’è mai stata tanta inerzia e tanto silenzio da parte dei nostri amministratori politici su un tema così socialmente delicato ed  importante. In compenso si è tutti andati a Cosenza, come affettuosi compagni di merenda a rendere merito al Governatore. I nostri genitori credo siano le persone più importanti assieme ai nostri figli della nostra vita, eppure quante volte abbiamo criticato i loro consigli e le loro scelte (lungi da me a voler paragonare il Governatore quale  babbo di tutti gli iscritti al PDL in Calabria, anche perché i padri ascoltano i figli). Invece il proselitismo di massa fa diventare ubbidienti e guai a contraddire le sue scelte; in politica non esiste la parabola del  “Figlio Prodigo “.
Siamo ostaggio di noi stessi, della nostra non libertà, del nostro non coraggio. Può darsi che a Bagnara prima o poi arriveranno tempi migliori, intanto ci meritiamo quelli peggiori! 

sabato 15 ottobre 2011

Cari Giuseppe e Benvenuto

Da Mimmo Lopresto ricevo e pubblico un intervento che fa seguito ai due miei precedenti posts e ai relativi commenti di Benvenuto Sofia (GB)
Cari Giuseppe e Benvenuto, ho appena letto il vostro scambio di opinioni a proposito di Patto per Bagnara e partecipazione. Benvenuto, commentando la generica “proposta per Bagnara” del Patto, ha parlato di “pseudo opposizione” e di “pseudo politica”. Anch’io ho assistito all’ultimo Consiglio comunale e non è stato difficile constatare che la minoranza è apparsa spaccata in due opposizioni, una moderata, l’altra alternativa che nei fatti sembra averne assunto la leadership. Ciò che preoccupa è che questa situazione potrebbe pesare anche sul futuro del centrosinistra non potendo escludere l’ipotesi che il suo tradizionale elettorato sia disorientato dal silenzio riflessivo del PD, maggior partito del centrosinistra, che, forse perché in attesa della stagione congressuale, sembra aver smarrito la propria visibilità in consiglio comunale e nel paese. E’ ragionevole augurarsi che il Pd riprenda l’iniziativa politica, dichiari chiusa l’esperienza con il Patto, metta al centro della sua azione politica un nuovo progetto politico e programmatico, ricostruisca i rapporti con i soggetti che si riconoscono nell’area del centrosinistra, promuova un’ampia alleanza con la società civile fondata sul rapporto unitario con Sel.
“Coinvolgere nella partecipazione quanta più gente possibile” ha scritto Benvenuto rivolgendosi ad uno scettico Giuseppe. Anch’io sono convinto che la partecipazione dei cittadini alla vita politica, attraverso i partiti, l’associazionismo e l’impegno quotidiano, è un valore fondamentale per la crescita civile della comunità. E’ anche compito della politica organizzare e sostenere la partecipazione dei cittadini perché è così che si rafforza la democrazia.
Purtroppo, appassionarsi di questi tempi di politica non è facile: il clima politico in Italia è tutt’altro che sobrio, si è indebolito il ruolo dei partiti e la personalizzazione nei rapporti politici ha accentuato la loro crisi moltiplicando il fenomeno delle liste civiche, il senso di appartenenza e l’identità politica sono a volte considerate cose superflue, il già difficile rapporto tra eletti ed elettori è esasperato dalla crescente impopolarità dei costi della politica. Non serve però scoraggiarsi o gettare la spugna. Oggi per molti che vorrebbero dedicarsi all’impegno politico, il problema vero è trovare un luogo dove condividere con altri valori, idee, progetti. Il quadro complessivo non è incoraggiante, anche a Bagnara. Sicuramente arriveranno tempi migliori…