A giorni è della Madonna del Carmine. Da noi è il cuore dell'estate (e non me ne vogliano quelli della sponda opposta). Colgo l'occasione per ricordare la vicenda ormai annosa del Museo "Angelo Versace".
venerdì 9 luglio 2010
venerdì 19 febbraio 2010
Su preti e pastori
Da Tito Puntillo ricevo e pubblico
Rispondo velocemente allo scritto dell'ottimo Davide.
A volte capita di confondere il senso del dovere con la superiorità rispetto al dovere. Questo accade in modo particolare verso le figure di tipo carismatico, come appunto chi indossa abiti talari, toghe, divise ecc. Inoltre: ciò che a qualcheduno può apparire straordinario, a qualche altro può apparire sufficiente/normale. Dipende dall'intensità di quello che ci si attende di ricevere rispetto alla sensibilità dello stesso ricevente.
In quest'ultimo caso: come si fa a determinare se l'erogato è superiore alla media o è sufficiente o insufficiente? Dal tasso di gradimento generale rispetto a quello dei singoli.
Tutto ciò premesso: per me il prete di Bagnara è un religioso che compie il proprio dovere di prete, mentre l'Abate Cassone era un Pastore perché verso di lui si svolgeva l'amore e la fiducia spirituale della Comunità che con lui entrava sempre IN COMUNIONE.
Naturalmente e come sempre e come scritto in esordio, tutto dipende dal tasso di spiritualità che ci si attende di ricevere (in questo caso dal prete), rispetto all'intensità del sentimento religioso che ognuno di noi prova.
Nel caso del prete di Bagnara, per me, cioè riguardo al mio fortissimo sentimento religioso, l'opera che egli svolge è appena sufficiente.
martedì 16 febbraio 2010
Il buon pastore
“Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me”. (Gv, 10, 14)
I miei tempi felici…
Monsignor Cassone era un santo in Terra, e ora sarà certamente in Paradiso. Ricordo la mia prima confessione con lui, la prima comunione, la sua dolcezza, il suo carisma.
Don Beniamino è stato una meteora, ma ha lasciato qualcosa in molti di noi, un segno indelebile, forte.
Io ricordo anche Don Gianni, che nessuno quasi nomina più, a parte la commemorazione avvenuta questa estate, e le vere e proprie opere d’arte con cui aveva abbellito la sua chiesa sono state rimosse non appena se n’era andato dalla sua Sede.
(Nulla posso dire dell’Abate Gioffrè perché non ero ancora nato quando lui lasciò l’Abbazia, anche se i pareri su di lui che mi è capitato di sentire non sono univoci.).
Ma veniamo al motivo per cui mi sono deciso a scrivere queste righe: Don Sarino. E la frase che su di lui è stata scritta: “Tutto è tranne che pastore”.
Di sicuro Don Sarino non sarà “il” buon pastore. Di quello ce n’è uno solo.
Si può discutere se sia stato o se sia “un” buon pastore.
Io ritengo che egli - che ormai considero il mio padre spirituale – per me sia stato un buon pastore, negli anni della mia adolescenza, della mia giovinezza, e perfino adesso che sono lontano da Bagnara. Questa è la mia modesta opinione. Almeno se con questo si intende uno che ti guida, che ti ascolta, che ti conosce veramente.
Quando ho avuto bisogno di un consiglio, di una parola di conforto – o anche di dirgli che non ero d’accordo – ho trovato una persona che mi ascoltava e poi mi parlava.
Naturalmente ciascuno è libero di pensarla come crede, e anche di discuterne pubblicamente giacché l’Abate di Bagnara è un personaggio pubblico e ben venga se alcuni temi vengono discussi apertamente.
Però vi prego: dire che “tutto è tranne che pastore” no!
Davide Puntillo