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mercoledì 25 maggio 2011

Le cose che (forse) verranno

Preso atto che le cose sono andate come sono andate e che, forse, diversamente non potevano andare, ci resta credo ben poco da dire. Che - come scrive Claudio Careri su Costaviolaonline - il voto a Bagnara sia fortemente cristallizzato e segua dinamiche parentali e logiche clientelari è appunto così risaputo che diventa banale dirlo. A questo punto credo sia banale anche esercitarsi a commentarne i numeri. 
Mi limito per quel che vale a notare, in amichevole disaccordo con Gianni Golotta, che il Pd a Bagnara è, diciamo, striminzito e poco rappresentato (al di là della bontà o meno delle strategie pre-elettorali e dei consiglieri vinti, non ne vedo - e non ne vedevo - la presenza sul territorio. Che sia stata questa una causa dell'ennesima sconfitta?). Sembrerebbe adesso più presente il neonato gruppo politico che fa capo a Ninì Gramuglia. Che può e deve incalzare il Pd per incalzare insieme (?) la prossima amministrazione. 
Perchè spero, e qui con Gianni concordo, che le due forze di opposizione dettino l’agenda alla politica cittadina ... e la dettino con iniziative dirette alla cittadinanza e non solo con interrogazioni ed interpellanze...

domenica 22 maggio 2011

Le cose che ho letto

Segnalo i due interventi che ritengo interessanti nel dopo elezioni, al di là dei fogli di ringraziamento e comunicati-stampa ormai in voga.
Costaviolaonline ha pubblicato un intervento di Ninì Gramuglia a cui oggi risponde Gianni Golotta. Ritengo utile farne riferimento qui perchè credo - ancora! - che serva parlarne. Meglio ancora se iniziative utili, "dirette alla cittadinanza", verranno. 

lunedì 27 dicembre 2010

Al volo

Da Giovanni Golotta ricevo e pubblico

Mi dispace solo che io non sono D'Alema e Ninì Gramuglia non è Sallusti.

Io ti amo ma ti lascio qui a "Gambara"

Da Giovanni Golotta ricevo e pubblico

Quando si incrociano vicende umane obbiettivamente "difficili", la tentazione di formulare un giudizio per offrire di se l'immagine adamantina e magnanima dell’Uomo super partes, lontano per costume e mentalità dalle passioni e vicina al poverello di Assisi è difficile da sfuggire.
Vuoi per natura, vuoi perché per taluni è sempre incomprimibile l'approccio dal coté come dire, deamicisiano delle vicende - di ogni vicenda - vuoi, infine, perché è difficile e soprattutto mal vista la pratica dell'arte di declinare, in ogni circostanza, la modalità caustica, cinica e tuttavia genuina di dare testimonianza alla verità alla maniera di Barney Panofsky.
Certuni cercano di fare stare insieme le cose (approccio deamicisiano e testimonianza della verità), credendo possibile ciò che possibile non è.
Ne vengono fuori prese di posizione da manicomio come quelle del tipo che si scambiano i fidanzati in procinto di lasciarsi: ti amo ma ti detesto; io ti amo, ma come cantava Vinicio Capossela, ti lascio qui a Gambara (voleva dire Gambarie perché cantava appunto a Gambarie); sei più dannoso della plasmopara viticola in un vigneto, ma ciò non mi impedisce di augurarti buon lavoro!
Di fronte a queste, che non fossero il preoccupante manifestarsi di una personalità bipolare, sarebbero anche delle gustose battute alla Paolo Rossi, quando fatte verso politici da politici in sempre provvisorio odore di santità sorge spontanea una domanda: chi le dice 'ste cose, sbagliava prima, quando s’era messo di traverso trascurando la dimensione umana dell'avversario-nemico, o sbaglia ora che coglie quel lato buono che prima s'era lasciato sfuggire e così facendo spalanca le porte, al sospetto che anche lui, all’epoca, avrebbe voluto tanto correre in aiuto del vincitore, solo che ( ahilui!) si trovava da un'altra parte?
Buone feste e un abbraccio affettuoso.

giovedì 23 dicembre 2010

Levate il disturbo

Da Giovanni Golotta ricevo e pubblico

Condivido con tanti altri amici la tristezza che lascia l'immagine di un uomo che salendo, scortato dai Carabinieri, su una volante lascia la propria abitazione da uomo libero per raggiungere un reclusorio ed esservi ristretto; non si sa per quanto.
Il pensiero corre subito alla famiglia; alla moglie ai figli alla ferita non rimarginabile che questa vicenda apre nel loro animo, costringendoli, inoltre, ad una sofferenza inesprimibile, ad una solidarietà impotente.
Alla tristezza si somma l'imbarazzo per le accuse gravissime ed infamanti che lo hanno condotto in carcere; un imbarazzo che rimbalza su tutti noi cittadini di Bagnara che quest'uomo abbiamo avuto sindaco per circa una decina d'anni; indipendentemente dal fatto se l'abbiamo o non l'abbiamo votato; se gli siamo stati politicamente vicini o lo abbiamo avversato; se abbiamo condiviso i suoi metodi di gestione della cosa pubblica o li abbiamo criticati mettendone in evidenza, specie negli ultimi anni del suo mandato, l'avvitamento velleitario e cesarista e la sempre più crescente e ricercata distanza dal popolo e dalle sue esigenze.
Detto questo, vorrei tanto che qualcuno di quei signori che ancor oggi amministra, diciamo così, la città e che nei momenti del successo alla sobrietà ha preferito l'invettiva guascona ed irridente per l'avversario battuto, declinando un'enfasi untuosamente esagerata e vilmente servile per Santi vincitore, non cerchi adesso, affannoso ed affannato per il traumatico venir meno di quel sostegno che l'aveva ubriacato di scostumata tracotanza, un nuovo simbolo da lappare ed al riparo del quale assicurarsi un non disinteressato il "galleggiamento" nel mare della politica cittadina.
Mi auguro infatti che non si lasci sfuggire quest'occasione per riscoprire le gioie che la vita ci riserva tra le mura domestiche e delle quali s'è privato a lungo, di certo inutilmente per la collettività, per dedicarsi, a modo suo ça va sans dire, alle "cure della cosa pubblica".
Ci dia retta, non abbia paura di apparire egoista, riservi d'ora innanzi tutto se stesso ai suoi familiari e, non avendo nulla da dire e meno ancora da fare, tolga il disturbo levandosi dai coglioni.
Senza ripensamenti; se lo desidera, con qualche rimpianto.
Ma di corsa.

giovedì 25 marzo 2010

Bagnara che vorrei - 4

Gianni Golotta mi ha scritto sulle proposte del Manifesto per Bagnara che vorrei.


Ho letto i contributi di Claudio Careri e di Adone Pistolesi.
Personalmente apprezzo molto il loro approccio ed in particolare l'impianto di fondo che li anima e che, finalmente, non poggia sulla unidimensionale visione "turistica" del nostro futuro che, com'è noto, non condivido affatto...


L'intervento di Gianni.

giovedì 25 febbraio 2010

Un invito e un appello

Scritto da Gianni Golotta (anche per mio conto)

Vi invitiamo per venerdì pomeriggio prossimo al G.H. Vittoria per l'incontro-dibattito sul tema "Itinerario storico del territorio reggino in età antica", a cura di Natale Zappalà.
Vero è che l'argomento oggetto dell'incontro può generare, per com'è formulato, panico in chi si vede proporre la partecipazione e tuttavia, pensiamo che valga la pena comunque di tentare di convincervi a vincere una comprensibile riottosità dicendovi che, comunque, l'incontro è l'occasione per consentirci di lanciare un'iniziativa (la creazione di un'aggregazione, associazione, fondazione o altro) utile per concorrere a vivacizzare (senza spari o altri sinistri rumori) la vita della nostra cittadina.
Partiamo dalla considerazione che essendo ormai quasi obbligati a vivere a Bagnara tanto vale farlo cercando di soffrire il meno possibile.
E quello che abbiamo in mente e che vogliamo proporvi ci sembra un modo non del tutto originale (altri nel passato l'hanno fatto con alterne fortune) ma senz'altro interessante per farlo con la speranza di avere in cambio una certa quale gratificazione.

venerdì 5 febbraio 2010

Dico la mia

Da Gianni Golotta ricevo e pubblico

Un mio contributo sulle dimissioni di S. Ruggiero.
In primis, dico che non mi pare che ci sia stata scarsa attenzione. Certo non c’è stata una reazione di massa, ma attendersela sarebbe stato, diciamo la verità, francamente eccessivo perché da un lato non siamo abituati a vederne anche per cose un po’ più drammatiche e dall’altro l’evento, siamo sinceri, non era di quelli che potevano suscitarle.
Quanto al merito, confesso di non avere letto per intero il documento perché sin dalle prime battute se ne potevano intuire contenuto e significato e, pertanto, doverosamente evito di entrare nello specifico delle tematiche da esso sollevate che, per altro, mi è parso avessero il loro baricentro sulla figura e le opere della dottoressa Ruggiero note quanto quelle, da essa deprecate, del resto del mondo politico locale.
Una riflessione comunque mi sento di farla ed attiene essenzialmente a due aspetti:
a) da un lato la vicenda ha riproposto l’ ormai quasi del tutto inesistente funzione che leggi e regolamenti vigenti assegnano al consigliere comunale di minoranza; funzioni che oscillano tra l’esercizio del cosiddetto “diritto di tribuna” e la mera “tappezzeria istituzionale”;
b) dall’altro essa ha sottolineato la crisi di idee e di iniziative dei partiti di opposizione che, invece di trovare alimento proprio della riduzione degli spazi di manovra istituzionali, su di questa sembrano invece adagiarsi rassegnati o di essa paiono volersi far scudo.
Teniamo conto poi del radicato e risalente distacco dei nostri cittadini rispetto all’amministrazione della cosa pubblica, salve fatte le individuali recriminazioni per torti soggettivamente subiti, da una parte, e l’approccio sarcastico e cazzeggiante dall’altro per le questioni che riguardano la collettività.
Del resto e infine, cosa attendersi di anche lievemente differente da un infastidita indifferenza, da una comunità che di fronte all’omicidio barbaro di un ventenne rumeno altro non ha saputo fare che tacere imbarazzata?

venerdì 29 gennaio 2010

Ce l'abbiamo fatta

Da Gianni Golotta ricevo e pubblico

La manifestazione organizzata da Peppe e da me, un pò alla garibaldina, è riuscita ed anche bene.

Non solo per il numero dei partecipanti ma anche per gli interventi dei contraddittori (Saro Monterosso ed Ignazio Badalì) che hanno saputo tenere alta e fino alla fine l'attenzione dei presenti e per la qualità e la passione di alcuni interventi del pubblico; tra i quali una menzione particolare meritano quello di Gino Palesandro e Rita Carbone.

Ciò anche a dispetto di chi nel proprio pittoresco intervento, auspicava, non senza una qual certa passione, un ritorno all'analfabetismo troglodita prospettato come garanzia di genuinità e di progresso.

A parte questo gustoso siparietto, la discussione s'è addentrata su temi di attualità coniugando, così come Peppe ed io ci eravamo prefissi, il tema del ricordo dell'Olocausto a quello della garanzia della tutela della dignità della persona, ad ogni latitudine ed in ogni epoca, come premessa indispensabile di ogni autentica libertà, mettendo inoltre in evidenza una volontà di impegno così diffusa, che sarebbe ora un vero peccato disperdere.

E' per questo motivo che vanno lanciate senza indugi nuove iniziative: prima fra tutte quella, annunciata alla fine della manifestazione, della raccolta delle firme per chiedere che il Consiglio Comunale adotti le modifiche del Regolamento comunale necessarie a dare attuazione ai referendum previsti dallo Statuto.

Su questo tema di impegno è utile che si apra una discussione - possibilmente breve e concreta - sulle modalità e le forme della mobilitazione, magari utilizzando il web.

Grazie dunque a chi ha partecipato ieri e a chi si impegnerà domani.