mercoledì 25 maggio 2011
Le cose che (forse) verranno
Mi limito per quel che vale a notare, in amichevole disaccordo con Gianni Golotta, che il Pd a Bagnara è, diciamo, striminzito e poco rappresentato (al di là della bontà o meno delle strategie pre-elettorali e dei consiglieri vinti, non ne vedo - e non ne vedevo - la presenza sul territorio. Che sia stata questa una causa dell'ennesima sconfitta?). Sembrerebbe adesso più presente il neonato gruppo politico che fa capo a Ninì Gramuglia. Che può e deve incalzare il Pd per incalzare insieme (?) la prossima amministrazione.
Perchè spero, e qui con Gianni concordo, che le due forze di opposizione dettino l’agenda alla politica cittadina ... e la dettino con iniziative dirette alla cittadinanza e non solo con interrogazioni ed interpellanze...
domenica 22 maggio 2011
Le cose che ho letto
lunedì 27 dicembre 2010
Al volo
Io ti amo ma ti lascio qui a "Gambara"
Vuoi per natura, vuoi perché per taluni è sempre incomprimibile l'approccio dal coté come dire, deamicisiano delle vicende - di ogni vicenda - vuoi, infine, perché è difficile e soprattutto mal vista la pratica dell'arte di declinare, in ogni circostanza, la modalità caustica, cinica e tuttavia genuina di dare testimonianza alla verità alla maniera di Barney Panofsky.
Certuni cercano di fare stare insieme le cose (approccio deamicisiano e testimonianza della verità), credendo possibile ciò che possibile non è.
Ne vengono fuori prese di posizione da manicomio come quelle del tipo che si scambiano i fidanzati in procinto di lasciarsi: ti amo ma ti detesto; io ti amo, ma come cantava Vinicio Capossela, ti lascio qui a Gambara (voleva dire Gambarie perché cantava appunto a Gambarie); sei più dannoso della plasmopara viticola in un vigneto, ma ciò non mi impedisce di augurarti buon lavoro!
Di fronte a queste, che non fossero il preoccupante manifestarsi di una personalità bipolare, sarebbero anche delle gustose battute alla Paolo Rossi, quando fatte verso politici da politici in sempre provvisorio odore di santità sorge spontanea una domanda: chi le dice 'ste cose, sbagliava prima, quando s’era messo di traverso trascurando la dimensione umana dell'avversario-nemico, o sbaglia ora che coglie quel lato buono che prima s'era lasciato sfuggire e così facendo spalanca le porte, al sospetto che anche lui, all’epoca, avrebbe voluto tanto correre in aiuto del vincitore, solo che ( ahilui!) si trovava da un'altra parte?
Buone feste e un abbraccio affettuoso.
giovedì 23 dicembre 2010
Levate il disturbo
giovedì 25 marzo 2010
Bagnara che vorrei - 4
Gianni Golotta mi ha scritto sulle proposte del Manifesto per Bagnara che vorrei.
Ho letto i contributi di Claudio Careri e di Adone Pistolesi.
Personalmente apprezzo molto il loro approccio ed in particolare l'impianto di fondo che li anima e che, finalmente, non poggia sulla unidimensionale visione "turistica" del nostro futuro che, com'è noto, non condivido affatto...
giovedì 25 febbraio 2010
Un invito e un appello
Scritto da Gianni Golotta (anche per mio conto)
Vi invitiamo per venerdì pomeriggio prossimo al G.H. Vittoria per l'incontro-dibattito sul tema "Itinerario storico del territorio reggino in età antica", a cura di Natale Zappalà.
Vero è che l'argomento oggetto dell'incontro può generare, per com'è formulato, panico in chi si vede proporre la partecipazione e tuttavia, pensiamo che valga la pena comunque di tentare di convincervi a vincere una comprensibile riottosità dicendovi che, comunque, l'incontro è l'occasione per consentirci di lanciare un'iniziativa (la creazione di un'aggregazione, associazione, fondazione o altro) utile per concorrere a vivacizzare (senza spari o altri sinistri rumori) la vita della nostra cittadina.
Partiamo dalla considerazione che essendo ormai quasi obbligati a vivere a Bagnara tanto vale farlo cercando di soffrire il meno possibile.
E quello che abbiamo in mente e che vogliamo proporvi ci sembra un modo non del tutto originale (altri nel passato l'hanno fatto con alterne fortune) ma senz'altro interessante per farlo con la speranza di avere in cambio una certa quale gratificazione.
venerdì 5 febbraio 2010
Dico la mia
Da Gianni Golotta ricevo e pubblico
Un mio contributo sulle dimissioni di S. Ruggiero.
In primis, dico che non mi pare che ci sia stata scarsa attenzione. Certo non c’è stata una reazione di massa, ma attendersela sarebbe stato, diciamo la verità, francamente eccessivo perché da un lato non siamo abituati a vederne anche per cose un po’ più drammatiche e dall’altro l’evento, siamo sinceri, non era di quelli che potevano suscitarle.
Quanto al merito, confesso di non avere letto per intero il documento perché sin dalle prime battute se ne potevano intuire contenuto e significato e, pertanto, doverosamente evito di entrare nello specifico delle tematiche da esso sollevate che, per altro, mi è parso avessero il loro baricentro sulla figura e le opere della dottoressa Ruggiero note quanto quelle, da essa deprecate, del resto del mondo politico locale.
Una riflessione comunque mi sento di farla ed attiene essenzialmente a due aspetti:
a) da un lato la vicenda ha riproposto l’ ormai quasi del tutto inesistente funzione che leggi e regolamenti vigenti assegnano al consigliere comunale di minoranza; funzioni che oscillano tra l’esercizio del cosiddetto “diritto di tribuna” e la mera “tappezzeria istituzionale”;
b) dall’altro essa ha sottolineato la crisi di idee e di iniziative dei partiti di opposizione che, invece di trovare alimento proprio della riduzione degli spazi di manovra istituzionali, su di questa sembrano invece adagiarsi rassegnati o di essa paiono volersi far scudo.
Teniamo conto poi del radicato e risalente distacco dei nostri cittadini rispetto all’amministrazione della cosa pubblica, salve fatte le individuali recriminazioni per torti soggettivamente subiti, da una parte, e l’approccio sarcastico e cazzeggiante dall’altro per le questioni che riguardano la collettività.
Del resto e infine, cosa attendersi di anche lievemente differente da un infastidita indifferenza, da una comunità che di fronte all’omicidio barbaro di un ventenne rumeno altro non ha saputo fare che tacere imbarazzata?
venerdì 29 gennaio 2010
Ce l'abbiamo fatta
Da Gianni Golotta ricevo e pubblico
La manifestazione organizzata da Peppe e da me, un pò alla garibaldina, è riuscita ed anche bene.
Non solo per il numero dei partecipanti ma anche per gli interventi dei contraddittori (Saro Monterosso ed Ignazio Badalì) che hanno saputo tenere alta e fino alla fine l'attenzione dei presenti e per la qualità e la passione di alcuni interventi del pubblico; tra i quali una menzione particolare meritano quello di Gino Palesandro e Rita Carbone.
Ciò anche a dispetto di chi nel proprio pittoresco intervento, auspicava, non senza una qual certa passione, un ritorno all'analfabetismo troglodita prospettato come garanzia di genuinità e di progresso.
A parte questo gustoso siparietto, la discussione s'è addentrata su temi di attualità coniugando, così come Peppe ed io ci eravamo prefissi, il tema del ricordo dell'Olocausto a quello della garanzia della tutela della dignità della persona, ad ogni latitudine ed in ogni epoca, come premessa indispensabile di ogni autentica libertà, mettendo inoltre in evidenza una volontà di impegno così diffusa, che sarebbe ora un vero peccato disperdere.
E' per questo motivo che vanno lanciate senza indugi nuove iniziative: prima fra tutte quella, annunciata alla fine della manifestazione, della raccolta delle firme per chiedere che il Consiglio Comunale adotti le modifiche del Regolamento comunale necessarie a dare attuazione ai referendum previsti dallo Statuto.
Su questo tema di impegno è utile che si apra una discussione - possibilmente breve e concreta - sulle modalità e le forme della mobilitazione, magari utilizzando il web.
Grazie dunque a chi ha partecipato ieri e a chi si impegnerà domani.