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giovedì 11 febbraio 2010

Cara Silvana

Da Pino Gioffrè ricevo e pubblico

Cara Silvana, ho deciso di commentare la tua lettera, anche se molto brevemente, principalmente per dire che non Ti devi preoccupare sull'eventualità che le tue dimissioni possano fomentare sfiducia nella politica attuale, in quanto credo che (parlo per me, ma penso di non essere il solo) la fiducia e la stima nella politica e nei sui rappresentanti, sia locale che nazionale, l'abbiamo persa da molto tempo.

A livello nazionale non riesco a seguire (e comprendere) nè la politica del governo e neanche le posizioni dell'opposizione. Se a questo aggiungiamo i continui scandali, veri o falsi, sia morali che sociali, dei nostri rappresentanti, si può ben comprendere come la gente comune, con un minimo di senso sociale, possa dare fiducia alla politica ed ai suoi rappresentanti.

A livello locale ti posso dire che ormai è da tanto tempo che guardo con aria distaccata l'evolversi degli eventi e le poche volte che ho assistito ad un Consiglio Comunale non solo non mi sentivo minimamente rappresentato, ma faticavo ad individuare personaggi che si sforzano ad operare per il bene comune. Meglio non andare avanti con i commenti!

Credo che la mancanza di note alle tue dimissioni non deriva dal fatto che la gente non ha una propria opinione, ma esclusivamente dall'amara constatazione che ormai non ne frega niente a nessuno, siamo tutti sfiduciati e crediamo (ognuno per proprio conto) di essere soli e che "una noce in un sacco non fà rumore"! Ritengo comunque che la "caduta libera" in atto prima o poi debba finire, e mi auguro che in qualche modo si possa trovare il sistema per avviare un'inversione di tendenza.

lunedì 1 febbraio 2010

Diario di viaggio nella buro-sanità

Da Pino Gioffrè ricevo e pubblico
Caro Giuseppe, non so se ti scrivo per il tuo blog o perché sei medico, ma ti voglio evidenziare la mia recente esperienza all’ospedale di Scilla.
Qualche giorno fa, su insistenza del mio medico, ho deciso di farmi fare le analisi del sangue. Informatomi sulle procedure, sono totalmente ignorante al riguardo, con l’impegnativa in mano, sabato scorso mi sono recato presso l’ospedale di Scilla. Considerato che il prelievo deve essere eseguito con il paziente a digiuno, ho cercato di non attardarmi e sono arrivato all’ospedale alle 07,40. Diligentemente ho preso il numerino elimina-code (chissà perché viene chiamato così, al max disciplina l’ordine di arrivo!) rilevavo di essere il n° 40 ed il segnale luminoso indicava che eravamo arrivati al n° 22. Per inciso, nonostante i numerini, sono stato testimone di una vivace discussione sul diritto di precedenza fra utenti in attesa. Allo sportello dei ticket lavorava un solo addetto (una donna) e, nonostante sia sempre stata attiva, sono riuscito a pagare il ticket solo alle ore 10,00.
Oltre due ore di “fila” per pagare il ticket sanitario! Finalmente mi sono recato allo sportello dei prelievi, nel quale erano presenti ben quattro addetti (non ho ben capito se medici o paramedici) con aria annoiata di chi non ha niente da fare. La prima domanda è stata: avete fatto il ticket ??
Subito dopo sono stato fatto accomodare in una saletta adiacente e l’addetto (bravissimo!) in pochi secondi ha effettuato il prelievo dicendomi che Lunedì potevo ritirare le analisi.
Ti ho raccontato l’accaduto poiché mi è sembrato assurda la procedura ed il tempo totale impiegato, considerando che personalmente ho patito la voglia di una colazione o un caffè, e pensando che al mio posto poteva esserci un bambino o un anziano.
Ti pregerei, se puoi , di evidenziare la problematica esposta a chiunque possa fare qualcosa al riguardo.
Mi rendo perfettamente conto che stiamo discutendo di una piccola cosa, ma teniamo presente che la vita (e la qualità della vita) è costituita da tantissime piccole cose.
A presto, Pino Gioffrè