martedì 9 novembre 2010

Ma non hai altro da fare?

Copio e incollo da Facebook. Non me ne vorrà Gregorio Barilà, che l'ha scritto.

Bella presunzione quella di invitare a Bagnara, tipica città di "annacatori", l'autore del libro "L'arte di annacarsi".
Il termine "annacare" può indicare tanto l'accelerazione di un azione quanto il rallentamento dell'azione stessa quasi come il movimento che i portatori, in alcune processioni, imprimono ai santi compiendo un passo avanti, poi due indietro, uno a destra quindi uno a sinistra, cosicchè dopo un'ora la processione avanza solo di qualche centinaio di metri.
Circa la segnalazione di Adone Pistolesi sull'ordigno innescato lungo il canalone di via Gen. Porpora e da me raccolto abitandoci sopra, vi è da segnalare l'autentico annacamento del supremo amministratore e dell'alto funzionario a cui mi ero rivolto. Ad essi si aggiungano altri due tecnici, da me avvicinati nel primo pomeriggio, che invece di percorrere 15 metri per verificare la situazione, ne hanno percorso, velocemente, 150 in direzione opposta. E volevano pure invitare Alajmo!

PS: Gregorio, ma non hai altro da fare? è il pensiero (magari inteso in modo meno lieve e trattenuto a denti stretti) che passa per la testa di quelli a cui vai a rompere le scatole. Ecco perchè l'ho scelto come titolo del post. (GB)

sabato 6 novembre 2010

A proposito di messa in sicurezza dello Sfalassà

Da Adone Pistolesi ricevo e pubblico

In riferimento ai lavori di "messa in sicurezza" con la cementificazione del letto del torrente Sfalassà a base di rete elettrosaldata annegata nel "cls +/- ricco" è che, a norma di logica elementare, questa gettata andava protetta e rivestita con lastre di pietra lavica, per evitare l'effetto erosivo dell'acqua e dei materiali alluvionali, effetto già evidentissimo nella parte a valle della fiumara, in prossimità della foce.
Il pericolo prossimo è che questa gettata nella parte a monte, in prossimità del ponte della ferrovia, una volta "sifonato" e sollevato in una prossima piena possa fare da "tappo" allo scorrimento della fiumara, rischiando di deviare sulla sede stradale l'eventuale piena stessa, trasformando il CORSO GARIBALDI e la VIA PIZZOLO in LETTO DI TORRENTE!
A meno che, questi lavori, opportuni nelle intenzioni (ma NON ultimati) - allo scopo di velocizzare il corso delle acque alfine di evitare il deposito di materiali alluvionali in prossimità del PONTE FERROVIARIO e STRADALE - non siano stati completati solo perchè ciò era funzionale al superamento del ... PAI*!!!???
Comunque, spero vivamente di essere cattivo profeta.

* P.A.I = Piano Stralcio di Bacino per l’Assetto Idrogeologico, previsto dal DL 180/98 (Decreto Sarno). E' finalizzato alla valutazione del rischio di frana ed alluvione ai quali la Regione Calabria, per la sua specificità territoriale (730 Km di costa), ha aggiunto quello dell’erosione costiera.

Si parla di territorio e dissesto nella sezione discussioni della pagina di facebook del sito Bagnara ragioni e opinioni. (GB)

Interrogazione al Comune

Riprendo la segnalazione ricevuta circa ...la situazione di pericolo imminente in cui si trova il canalone intubato lungo tutta la Via Generale Porpora, con particolare criticità nel tratto che incrocia la stessa con il Corso Vittorio Emanuele, ... dove ... tra la volta e lo scorrimento delle acque piovane sono rimasti forse appena 30 cm.
Perchè ciò non si perda nel fiume di parole della rete, mi permetto da questa tribuna di girare la segnalazione ai responsabili del Comune. E attendo fiducioso di conoscerne il giudizio.

La terra dei primati

Oltre a quello della dirigente del Comune di Reggio che guadagnerebbe un bel gruzzoletto di euro, anche l'altro, più spettacolare: quello dell'Azienda Sanitaria che paga due direttori generali (uno appena reintegrato per sentenza del Tribunale Civile di Reggio Calabria). Chi osa ancora dire che questa terra è povera?

giovedì 4 novembre 2010

Il Sud e l'Unità

Ho letto lo scritto di Angelo Panebianco sul Corriere di oggi sull'Unità d'Italia e i mali del Sud. Questo mentre ancora riecheggiano le inequivocabili parole di Pino Aprile, autore di Terroni, a Bagnara.
Antitetiche sono le due posizioni. Io però trovo affatto non trascurabile il passaggio dello stesso Panebianco in cui scrive che ... questa forma di secessionismo culturale danneggia il Sud (...) ... Perché giustifica e perpetua l’irresponsabilità delle classi dirigenti meridionali e garantisce in questo modo l’impossibilità di una svolta. Sembra che ci sia una sorta di «blocco sociale» composto da classi dirigenti che, spesso, hanno assai male amministrato e di classi colte che tengono loro bordone mal consigliando e mal giustificando...