venerdì 30 dicembre 2011
Il post di fine anno
Da tempo riflettevo sulla necessità di scrivere qualcosa qui per le feste, per la fine dell'anno. I motivi, i temi, sarebbero pure tantissimi, ma forse è la voglia, l'entusiasmo che si è smarrito. Sono sempre più convinto che le cose dette, predicate quasi, in rete non abbiano alcuna ricaduta utile nella vita reale, nella politica (quella buona, per intenderci). Serve a qualcosa dunque continuare a scriverne?
Di più, è il senso stesso di questo strumento - il blog - che si è modificato; ha perso forza, a vantaggio di altri, più diretti e istantanei, come FB e Twitter.
La lettura di due scritti di recente mi ha però in un certo senso aiutato a rivedere la mia posizione, rialimentando il desiderio di riprendere il filo del discorso.
Il primo pezzo è sul blog, sul senso stesso di scriverci. ...chi ha continuato ad aggiornarli lo ha fatto prima di tutto per proprio piacere personale. Perché aveva un gruppo anche piccolo di persone che seguivano quanto scrivevano. O anche perché bloggare stanca ma è un esercizio di privatissima libertà... Leggetevi, se vi va, Mantellini.
Di Giusva Branca, su Strill.it, avevo conservato invece un articolo dello scorso novembre. Rilancio questa sua amarissima riflessione, come se l'avessi fatta io (che non sono altrettanto capace di scriverla).
Buon anno!
martedì 6 dicembre 2011
Parole fuori luogo
Ho letto la quanto meno irritante dichiarazione di Scopelliti e la dignitosa replica di Franca, moglie di Santino Zappalà.
Al di là della vicenda giudiziaria e politica, continuo a seguire silenziosamente ma con immutato rispetto la vicenda umana e familiare di un uomo che sta scontando la propria pena.
Mi piacerebbe invece adesso sentire qualcosa da chi a Zappalà è stato accanto in questi anni, in politica e nell'amministrazione di questa cittadina, e che forse potrebbe ritenersi altrettanto "infastidito" da parole fuori luogo.
sabato 26 novembre 2011
Esercitazioni ed esercizi
Ci sono le esercitazioni, quelle vere, in cui ogni operatore e magari ogni cittadino ripete procedure per verificarne efficienza e bontà di ogni meccanismo. Per prepararsi contro ogni calamità sono ritenute universalmente indispensabili. Giappone, USA, Olanda fanno scuola.
In Italia, terra sismica, ne siamo colpevolmente in ritardo. Anche perchè, da noi, ci sono le parate, sorta di esercizi di scena, operazioni di dubbia utilità.
Stamani, sulla Statale 18, all'inizio della rampa dello svincolo A3 di Scilla, uomini e mezzi di ogni corpo (persino un motoscafo della Guardia Costiera), si mostravano a se stessi, a giornali e tv e persino a una scolaresca, stupìta come può esserlo l'infanzia nell'assistere alla discesa da un elicottero di un operatore di soccorso.
E si mostravano ai tanti automobilisti, ignari dell'allerta tempestivamente data in rete e sui media, fermati loro malgrado come me a pochi metri da quell'imbocco, prima sorpresi per quell'ennesimo blocco stradale, preoccupati per una temuta nuova frana o un malaugurato incidente e poi invece rimasti "contrariati" per quell'operazione ritenuta dai tanti forse fuori luogo.Sì, perchè l'esercitazione del personale tecnico - se ne discuteva lì - potrebbe forse esser fatta (forse meno pomposamente) anche altrove, in una zona tecnicamente interessante e senza condizionare la popolazione, come in quel punto così nevralgico per tutti noi; e di sabato mattina, oltretutto.
A che serve però discuterne, se offesi e interdetti per queste contestazioni qualunquiste essi stessi ti rispondono che all'estero si esercitano ogni mese? Ma si esercitano sul serio, vorresti incalzarli, o si esibiscono, anche e soprattutto per mostrare al mondo che ci sono, diligenti ed efficienti?
Perchè, vedete, loro la loro bella esercitazione l'hanno fatta. Si sa mai che si metta a piovere...
martedì 15 novembre 2011
Isolati
Cinquanta minuti per attraversare Porelli, dalle 12,30 alle 13,20. Oggi, martedì, giorno di mercato, coi mezzi degli ambulanti che risalivano verso nord ( la strada verso Scilla rimarrà chiusa chissà per quanto tempo), i pullman di linea e le auto che si incrociavano nei già stretti tratti della statale, occupata da auto in sosta (anche in curva) su entrambi i lati. Follia collettiva.
Tra i tanti tavoli tecnici, in uso anche qui ormai, un altro in più, magari. Oppure un bel convegno. Così, per mostrare che ce ne interessiamo.
Tra i tanti tavoli tecnici, in uso anche qui ormai, un altro in più, magari. Oppure un bel convegno. Così, per mostrare che ce ne interessiamo.
mercoledì 26 ottobre 2011
Lì però è diverso
Solo poche settimane fa avevamo tirato in ballo le Cinque Terre come modello esemplare a cui fare riferimento per una auspicabile crescita economica (e non solo) della nostra Costa Viola. Oggi quella parte d'Italia paga un tributo, anzitutto in vite umane, per la sua conformazione geografica e per scelte urbanistiche e politiche (ce lo diranno domani gli esperti) poco oculate.
Lì però, vedrete, avranno modo subito di girarsi le maniche e di risollevarsi, per tornare a rendere quei paesi di nuovo piccoli gioielli.
In queste circostanze a me tornano alla mente le storiche controversie sulle mancate ricostruzioni post-terremoti e\o varie calamità qui da noi, nel Sud. Continuiamo a leccarci ferite antiche. La gente e i vari governi locali continuano ad invocare e attendere fondi prebende e aiuti, spariti altrove.
E' una differenza sostanziale, tra noi e loro.
E la prossima estate i frequentatori oggi tristi delle Cinque Terre vi torneranno entusiasti, mentre noi qui continueremo a piangerci addosso.
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