Perchè le cose scritte di recente (in particolare la proposta di Claudio Careri sulla Bagnara che vorremmo) non cadano nell'oblìo, ho pensato che potremmo cominciare a discuterne in chat (qui, magari) uno dei prossimi giorni. Fatemi sapere.
venerdì 5 marzo 2010
mercoledì 3 marzo 2010
Bagnara che vorrei
Da Ninetta Molinaro ricevo e pubblico
Colgo con immenso piacere l'invito di Claudio - credo che in fondo sia proprio questo l'intento del suo intervento - per esprimere il mio pensiero sul Sud, il paese (Bagnara) che vorrei.
Piccola premessa: in questi ormai tanti anni di migranza ‘obbligata’ al Nord, ho avuto modo di confrontarmi con un realtà profondamente diversa da quella in cui sono nata e cresciuta, con i suoi pro e contro.
Di certo tra i punti a su favore, assenti in toto al Sud, la parte alta dello stivale vanta una certa sorta di MERITOCRAZIA (parola non in uso dalle nostre parti) che io e altri miei coetanei abbiamo avuto modo di sperimentare.
Sono arrivata a Milano come una semplice neolaureata, senza esperienza, senza santi in paradiso e 'figlia di nessuno'.
In poco tempo sono riuscita a trovare un lavoro, rendermi economicamente indipendente (e non aumentare il numero di 'bamboccioni') nonchè assumere una posizione di rilievo presso un importante colosso multinazionale.
Lungi da me millantare le mie gesta.
Il mio esempio (ma ne potrei riportare a iosa su altre persone che hanno fatto il mio stesso percorso), è solo per dire che tutto ciò al Sud non è stato possibile realizzarlo.
Nessuno mi ha mai dato la possibilità di esprimere le mie capacità, nessuno si è accorto e ha valorizzato il mio potenziale.
Ecco da dove bisogna partire, ecco il paese che vorrei: un paese che creda nelle giovani leve, che dia la possibilità di esprimersi, di portare il loro valore aggiunto nelle terre in cui sono nati anzichè spargerlo nelle varie zone d'Italia.
Un paese che non ti chiede di chi sei figlio, chi conosci, che crei possibilità di crescita, che ti permetta almeno di metterti alla prova, di dimostrare che forse anche tu 'meriti' qualcosa.
Tutto il resto non è che 'un di cui' di questo - a mio modestissimo parere - fondamentale presupposto.
Cito anch'io Delzìo (anzi invito chi non l'avesse ancora fatto a dare una lettura al saggio la Scossa) affermando di essere completamente d'accordo con lui quando dice che è dal 'Privato' che bisogna ripartire, abbandonando la politica 'assistenzialistica' dei fondi pubblici che ha solo portato a una divergenza tra Nord e Sud, piuttosto che alla convergenza.
Attrarre i capitali privati non è sicuramente cosa facile per tanti motivi.
Occorre inoltre dimostrare di essere un popolo dedito alla 'produzione', al lavoro, capace di perseguire obiettivi, capace di isolare chi non ha voglia di partecipare al gioco, di sporcarsi le mani.
Infine, bisogna riconquistare il capitale perso: capitale umano 'costretto' a migrare in cerca di lidi migliori.
La mia forse è solo una mera utopia, un sogno, ma sognare non costa nulla e spero che l'amari penseri, brillantemente raccontati da Rocco Nassi, un giorno si trasformino in piacevoli realtà.
Ninetta Molinaro (assente obbligata)
Servono tre cose
Da Tito Puntillo ricevo e pubblico
Ho letto le note di Natale Zappalà a margine dell'incontro tenutosi al Victoria. Spero che il materiale che è stato prodotto e presentato, venga messo a disposizione in Rete perché ne sono interessato.
Ciò posto: io credo che lo scarso interesse suscitato dall'iniziativa dipenda dalla realtà dei fatti, cioé dalla miserabile condizione della Cittadina, a 360 gradi, così come noi la abbiamo inquadrata in questi anni di discussioni. Una cartina di tornasole positiva dunque e purtroppo.
Se posso però soggiungere una considerazione, è questa: le Scuole, le Associazioni (relativamente parlando, ve ne sono più a Bagnara Calabra che a Milano o addirittura a Roma) gli Assessorati Cultura, Scuola ecc., quello del Turismo con relativa Pro-Loco, insomma: il mondo "direttivo" del Paese, cioé la "classe dirigente", mostra sconfinati orizzonti di dilettantismo, di profonda impreparazione a governare, gestire e programmare.
Lo affermo perentoriamente perché (e tu lo sai) ho denunciato innumerevoli volte questa situazione indicando quali, secondo me, dovrebbero essere le azioni da impostare per una risposta positiva che comunque non potrà aversi che nel medio-lungo periodo, cioé con l'attuale terza generazione che dovrà formarsi e crescere.
Ma occorrerebbero tre cose:
a) ottimi insegnanti e scuola con tutti i supporti necessari
b) predisposizione da parte di tutti noi Bagnaroti vigliacchelli, menefreghisti, opportunisti, raccomandanti e raccomandati, e via dicendo, ad almeno lasciare che queste giovani generazioni si formino e crescano in un ambiente che dia loro la massima libertà e protezione, ivi compresa la vera ed efficace presenza dello Stato
c) l'impronta delle famiglie all'interno delle quali si riconosca la dura realtà attuale e si invitino i ragazzini a non ripetere gli errori dei padri.
E tutti coloro che manifesteranno la volontà di dedicarsi a un mestiere, a un'arte, vengano aiutati in tutti i modi.
Personalmente non credo che vi siano altri orizzonti da esplorare, se non la circostanza che la vergognosa condizione di Bagnara, rientra nella miserabile condizione della Provincia di Reggio la quale rientra nella miserrima situazione della Calabria.
Inutile fare appello al cittadino-elettore perché si regoli per le prossime elezioni richiamando a mente le innumerevoli proteste e disagi a cui è andato incontro. Servirebbe a nulla per quanto scritto in esordio, al capoverso "Ciò posto".
Complimenti a Natale e spero che non si arrenda. I frutti del suo lavoro si vedranno fra moltissimo tempo, veramente tanto.
martedì 2 marzo 2010
Un contributo chiarificante
Da Antonella Molinaro ricevo e pubblico
Caro Claudio, ho letto la nota di Natalino e la tua. Esprimo subito la mia disapprovazione in riferimento ad entrambe. Natalino lamenta la scarsa partecipazione dei giovani o delle associazioni pseudo-culturali all'iniziativa promossa dalla Associazione Amici della Cultura! Ma dove sta scritto che bisogna partecipare sempre e comunque a qualsiasi iniziativa???? Si partecipa perchè si prova interesse per un determinato argomento, altrimenti si rischia di riscaldare solo le poltrone come ha sempre ben sottolineato Natale: "fiumana disinteressata di persone venute lì per far mero numero".
Personalmente non ho provato interesse nel tema posto in discussione, pertanto non ho partecipato al dibattito! E quindi? Non mi vergogno di dire che non m'interessava il tema! Così come credo che non possa interessare tutto a tutti , che rimangono, quindi, pur sempre liberi di decidere e scegliere cosa sia per loro cultura (personalmente alimento la mia "cultura" nel silenzio della mia stanzetta tra miriadi di libri, facendo navigare la mia mente…anche per questo sarò giudicata???????????). Non credo di trovarmi in un gradino sotto rispetto alle persone che hanno preso parte al dibattito (terribile, tra l’altro, l’elenco di pochi “illuminati”, non me ne vogliano, che hanno preso parte al dibattito, a questo punto bisognava citarle tutte e 35!) Né posso sopportare la condanna che indirettamente è stata gratuitamente VOMITATA addosso alla stragrande maggioranza dei giovani bagnaresi, colpevoli di aver disertato un incontro culturale. Vorrei ricordare ad entrambi che, ad esempio, lo scorso anno la Pro Loco di Bagnara m’invitò ad realizzare un incontro APERTO ALLA CITTADINANZA sulle biblioteche. Bene! I partecipanti non si contavano sulle dita di due mani ma è stata ugualmente una bella iniziativa perché chi vi prese parte dimostrò interesse. E tutti i ragazzi che non sono venuti? Tutti ignoranti? No! Non interessati: è diverso. E comunque non si è alzato tutto questo polverone…forse perché ancora eravamo “liberi” di stabilire dove, come, quando partecipare?????? Posso continuare con altri esempi: tutte le discussioni che io con altri amici abbiamo organizzato sul tema delle terrazze di Bagnara…ah no! scusate ho sbagliato forum! Qua si parlava di CULTURA non di ambiente! A tutti i giovani, i meno giovani, gli anziani; a tutti coloro che si cibano di storia, letteratura, musica, politica o meglio in una sola parola di PASSIONI, auguro di avere sempre e comunque la caparbietà di perseguire i propri i sogni indipendentemente dalla schiera che gli sta dietro ; in fin dei conti, caro Natale, il numero 35 è lusinghiero per Bagnara…considerando la media dei 50 per Reggio! Non trovi?
Antonella Molinaro
Lo scritto di Natalino prima e quello di Claudio Careri dopo hanno forse dato la percezione che si sia voluto assumere una sorta di posizione "elitaria". Non tocca a me prenderne le difese, ma credo che non fosse questa l'intenzione. Mettiamola così: a prescindere dall'ultimo incontro, esiste o no un problema legato alla non-partecipazione alle varie iniziative, meglio, un problema di non-aggregazione? Se tu, Antonella, non avevi interesse al tema discusso, devi ammettere che comunque non si riesce mai a far ragionare su una cosa più di dieci persone. Vogliamo allora parlare di questo.
Qui non si fa nè si parla di cultura. Vorremmo parlare di metodo (per provare a fare cultura). Perchè se non riusciamo ad aggregare 40-50 persone (non presenzialiste, anche se - hai ragione - quel rischio esiste), non saremo mai capace di discutere (e far qualcosa) per la storia nè per l'ambiente, per la pesca e manco per lo sport. In questo senso prendi l'elencazione dei nomi dei presenti che ha fatto Natalino. Non era (ripeto, immagino iniziando a conoscerLo) che un semplice riconoscimento. Ti chiedo e mi chiedo, ripetendomi ancora, a quanta gente sentiamo sempre dire che qui non succede nulla? Possibile che poi, che sia un piccolo convegno di storia, la presentazione di un libro o una mostra d'arte, tutti abbiamo nello stesso tempo qualcos'altro da fare?
Il senso utile di tutte queste cose che ci stiamo scrivendo potrebbe essere quello di fare un passo avanti, di fare atto di testimonianza, tutti coloro che - come sostieni - hanno delle passioni e hanno a cuore le sorti di questa Comunità, ognuno con le proprie vocazioni e i propri interessi. Ho letto con piacere un passaggio dello scritto di Claudio Careri dove afferma ...Le risorse umane e di qualità, quelli che non si sentono fatalisticamente sconfitti dalla storia, hanno l'obbligo morale, in virtù degli studi e delle letture, di innescare un circuito di crescita socio-politico-economico-culturale, non in quanto portatori di una supponenza intellettualistica o di eroismo di ceto, né pensando di essere gli illuminati, unici depositari dello scibile.
Non è "elitarismo" o snobbismo intellettuale, a mio avviso. E' presa di coscienza di un problema che esiste e che deve essere affrontato anche e soprattutto dai giovani culturalmente preparati, senza per questo dare distanze agli altri, ma provando a coinvolgere tutti.
Saluti e grazie del tuo contributo chiarificante. (GB)
Antonella scrive
Caro Giuseppe non ribatto a quello che hai scritto; fondamentalmente sosteniamo lo stesso pensiero (anche se ammetto di averlo esposto forse in modo irruento tanto da creare incomprensione). Il mio augurio finale è espresso in modo tale che proprio cittadini (e non sempre e solo i giovani) continuino a testimoniare la varietà dei loro interessi, ma senza preoccuparsi del numero...credo nei cambiamenti, ma perchè si realizzino consapevolmente, non possiamo pretendere che avvengano nel giro di un giorno! Per questo bisogna perserverare! Vogliamo essere finalmente propositivi? allora cerchiamo di esserlo nel concreto dell'azione; prendiamo il consiglio di Claudio relativo all'elenco in dieci punti del "come vorrei la mia città" e creiamo questa rete di opinioni in rete. Valutiamole, organizziamole e realizziamo azione concrete di sviluppo culturale che in tal modo saranno maggiormente condivise. Sfrutto l'occasione per dirti, ad esempio, che da un paio di settimane insieme ad altri amici stiamo cercando di fare un'analisi sul tema legalità a Bagnara, all'indomani dei fatti di Rosarno e che dopo un confronto è risultato quello più pressante. Il nostro viaggio è cominciato proprio, come primo step, con un incontro Con don Pino Demasi, che ci ha dato delle buone dritte. Per adesso stiamo facendo un lavoro che definirei "nell'ombra" perchè riguarda la raccolta di materiale, rapporti e altro, utile per la nostra fotografia del paese. Se fossi interessato puoi sempre contattarmi.
Buona giornata, Antonella
lunedì 1 marzo 2010
Amari penzeri
Da Rocco Nassi ricevo e pubblico
Sentu parrari spissu ‘i cangiamentu
ma sicundu mia non nc’è stu movimentu,
è na fogghia morta chi cala chianu chianu
pecchì non nc’è u ventu di terranu.
Pari nu lagu mortu senza cantu i rani,
pari ch’è nu salottu chinu di divani,
aundi si senti sulu ‘n corpu all’intresattu
poi, torna com’era tuttu chiattu chiattu.
Bagnara non cangiari, cu ta faci fari?
A to genti, è genti di simenza
chi non voli scrupuli ‘i cuscienza.
Nu bagnarotu sav’a limitari,
e sav’a limitari nto parrari
pecchì nuiu cca sav’a nciuncari.
Le poesie di Rocco sono pubblicate qui.