venerdì 19 febbraio 2010

Su preti e pastori

Da Tito Puntillo ricevo e pubblico

Rispondo velocemente allo scritto dell'ottimo Davide.
A volte capita di confondere il senso del dovere con la superiorità rispetto al dovere. Questo accade in modo particolare verso le figure di tipo carismatico, come appunto chi indossa abiti talari, toghe, divise ecc. Inoltre: ciò che a qualcheduno può apparire straordinario, a qualche altro può apparire sufficiente/normale. Dipende dall'intensità di quello che ci si attende di ricevere rispetto alla sensibilità dello stesso ricevente.
In quest'ultimo caso: come si fa a determinare se l'erogato è superiore alla media o è sufficiente o insufficiente? Dal tasso di gradimento generale rispetto a quello dei singoli.
Tutto ciò premesso: per me il prete di Bagnara è un religioso che compie il proprio dovere di prete, mentre l'Abate Cassone era un Pastore perché verso di lui si svolgeva l'amore e la fiducia spirituale della Comunità che con lui entrava sempre IN COMUNIONE.
Naturalmente e come sempre e come scritto in esordio, tutto dipende dal tasso di spiritualità che ci si attende di ricevere (in questo caso dal prete), rispetto all'intensità del sentimento religioso che ognuno di noi prova.

Nel caso del prete di Bagnara, per me, cioè riguardo al mio fortissimo sentimento religioso, l'opera che egli svolge è appena sufficiente.

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