venerdì 5 febbraio 2010

Chi tace acconsente...o dissente?

Da Silvana Ruggiero ricevo e pubblico

Chi tace acconsente...o dissente? Il problema non è la risposta ma la domanda.

Devo ringraziare l'amico Giuseppe Barilà per il suo tentativo di provocare commenti ed opinioni sulle mie dimissioni soprattutto dalla politica e da chi ha preso parte con me alla vita politico-amministrativa di Bagnara. Il risultato (nullo) dell'appello non è stato per me una sorpresa ed ha avvalorato e confermato la mia idea che questa politica non mi appartiene!

Il silenzio spesso è più significativo di qualunque espressione verbale o scritta, per questo non voglio assolutamente commentare (perchè mi pare superfluo farlo) il comportamento di talune persone o dell'opposizione stessa che neanche per motivi strumentali (come dice Giuseppe) ha proferito parole in merito; quella politica che non mi appartiene gode anche della loro complicità.

Le persone per me più significative, di cui tengo in debito conto le opinioni ed i giudizi, si sono fatte sentire ed anche numerose, il resto è terra bruciata.

Concedetemi però di esternare un pensiero su questo bislacco paese, dove riescono a coesistere mille contraddizioni, paradigmi d'opinione e paradossi mentali al limite della megalomania. Giuseppe Barilà ha centrato bene il perchè le mie dimissioni avrebbero forse meritato qualche serio commento in più, ed è quello delle motivazioni. Intanto non si trattava delle ennesime dimissioni di questa legislatura fatte per "motivi personali", o sostenute da motivazioni così astratte, astruse ed allo stesso tempo ipocrite. Uno dei motivi del successo popolare di questo tipo di dimissioni, potrebbe essere che dietro a dei "motivi personali" si può racchiudere qualunque motivazione, ed ecco quindi che puntualmente parte il toto motivo, molto "stimolante" e che lascia spazio ai tanti opinionisti di strada ad azzardare ipotesi più o meno inquietanti e poco importa se per rincorrere il motivo si perde di vista il senso socio-politico del gesto. Le mie dimissioni invece non hanno avuto questo effetto, nè era mia intenzione cercarlo, per questo ho motivato il tutto per iscritto, perchè quando una persona è "libera" non deve suscitare con i suoi comportamenti od azioni insidie o stratagemmi, ma solo ed esclusivamente la libertà della verità.

Non vorrei comunque che le mie dimissioni infondessero sfiducia (come qualcuno mi ha detto) nella politica, a quelle persone oneste, libere e pulite, perché la vera politica, quella fatta di sgabelli e non di poltrone, di ascolto per le strade e non necessariamente negli uffici, quella al servizio della gente e non della propria sfera di interessi, è indispensabile per una buona, efficace ed efficiente amministrazione della comunità fondata sui diritti, sui doveri, sull'uguaglianza, sulla democrazia e sulla libertà. Il mio abbandono è un segnale di malessere, la politica la fanno gli uomini e se le cose non vanno bene non possiamo prendercela con le condizioni atmosferiche, anche perchè non potremmo soffiare alle nuvole per farle allontanare, ma fortunatamente possiamo sempre decidere il nostro destino di amministrati attraverso il diritto di voto.

Infine - per rimanere nel tema delle mie lotte ed a proposito di buona politica e di buona amministrazione - è da più di un mese che è stata interrotta l'assistenza domiciliare e quella scolastica agli alunni disabili, quali siano le ragioni e quali siano i tempi di ripristino poco importa, la sospensione di servizi così essenziali non trova nessun alibi o avallo, se non nelle proprie coscienze.

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